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Call For Papers



Panteon is an anachronistic venture: anachronistic is the content, anachronistic is the product, anachronistic is its use.

The protagonist is the architecture of the city of Rome, all built between 1911 and 1989 within the GRA, our contemporary city wall, whose analogies are arbitrary and questionable.

Panteon aims to be a platform for architectural debate using the city of Rome as a pretext, as an infinite warehouse from which to draw answers to a potentially infinite number of questions.

For each issue there is a call for papers published in the previous one, indicating the topic and the modalities of participation.

For each call for papers, the editorial board will choose up to four articles.




Panteon #4


The topic of the call is "KNOWLEDGE”


“Borromini is the symbol of rebellion against the rules imposed from above. A protest like the occupation of ‘the Birds’ [in Sant’Ivo alla Sapienza dome – A/N] was something in itself in accord to the meaning of this architecture, which is precisely an element that unfolds like a snail. A continuous revolution. And therefore is the perfect symbol of
change.”*
Universities, academies and more generally the places of research and upper education are by vocation outposts where revolutions, noisy or karstic, naturally occur.
Panteon continues the critical investigation of the spaces of knowledge, calling for a close examination of the concept of upper-education buildings: architectures devoted to social, semantic and symbolic but also linguistic-compositional and urban planning experimentation.

*P. Portoghesi, in C. Comandè e A. Desiderio, I tre ‘Uccelli’ tornano a Sant’Ivo alla Sapienza:
“Così occupammo la cupola e scoppiò il ‘68”, https://video.repubblica.it/cronaca/itre-
uccelli-tornano-a-sant-ivo-alla-sapienza-cosi-occupammo-la-cupola-e-scoppio-il-
68/297550/298168?ref=search.



Panteon aims to be a platform for architectural debate using the city of Rome as a pretext, as an infinite warehouse to draw on answers to a potentially infinite number of questions.

For each issue there is a call for papers from which the editorial board will choose up to four articles.

Panteon is interested in the publication of articles that are consistent with the subject, and cover buildings erected within the GRA between 1911 and 1989.
The interpretation of the subject is free.
The building must be easy to be well photographed in most of its elements and parts (façades, courtyards, interiors).

Contributions will be selected on the basis of a 500-word abstract, in Italian and English, saved in .PDF format (Title_NameSurname.pdf), and including a short but significant selection of pictures and/or images. Files shall be sent to panteonmagazine@gmail.com specifying title, name, surname, and contacts in the text of the email and indicating as object Scuola_title.
The deadline for the pre-selection is November 28th, 2021.
Papers selected will be communicated to each participant and on the official page www.panteonmagazine.com.
Articles shall not exceed 14,000 characters including spaces. They shall be saved and edited according to the regulations given.

Panteon has its own photographer and photo editor. Nonetheless, it is possible to send a selection of pictures. The board will take it into consideration and decide whether to use one or more pictures for the article. Credits for texts, drawings, and pictures will be aknowledged in the colophon of the magazine.




1.

Ampliamento della sede del CNR. Progetto degli architetti Francesco Papi e Marcello Rebecchini con l’ingegner Antonio Carlini, 1974. Via dei Ramni, angolo via dei Marrucini – Roma, Street View, Google Maps, dati cartografici 2021.

2.

«Resto del Carlino», 20 febbraio 1968.
Il 19 febbraio 1968, con l’inconsapevole aiuto dell’allora trentasettenne professor Paolo
Portoghesi, tre studenti – Paolo Ramundo, Gianfranco Moltedo e Martino Branca –
occuparono simbolicamente la cupola di Sant’Ivo, prima storica sede della Sapienza. I tre – soprannominati «gli Uccelli» per i versi che emettevano durante le assemblee studentesche –anticiparono di pochi giorni, con la loro protesta situazionista e non violenta, le occupazioni universitarie del ‘68 e gli scontri di Valle Giulia.

3.

R. Sessa, Robert Venturi e l’Italia. Educazione. Viaggi e primi progetti 1925-1966, Quodlibet,
Macerata 2021. Fotografia di Robert Venturi a piazza Navona durante gli anni della residenza
all’American Academy in Rome (1954-1956), p.154.
Robert Venturi in Navona square during his scholarship at the American Academy in Rome (1954-1956), p.154.

4.

Grande, grosso e… Verdone, C. Verdone, 2008. Ingresso della città universitaria, La Sapienza.





NORME REDAZIONALI rivista PANTEON

Panteon è una rivista a cadenza semestrale che pubblica articoli sulla città di Roma compresi entro l’arco temporale del Novecento (fino al 1989) e geograficamente compresi entro il Raccordo Anulare. Si tratta di articoli di critica di architettura che presuppongono ricerca scientifica e conoscenza dell’argomento di cui si prepara il contributo.



INDICAZIONI GENERALI

I testi vanno consegnati in formato MicrosoftWord (.doc, .docx).
Non si accettano pdf.
I contributi non devono superare le 14.000 battute (spazi inclusi, note incluse, bibliografia finale esclusa).
Le immagini sono foto scattate da un fotografo della redazione: non sono quindi da allegare al contributo.
Non si pubblicano disegni di nessun tipo o tabelle di alcun genere. È da consegnarsi, quindi, solo il testo.



CITAZIONI NEL TESTO

Si usano le virgolette «caporali». Se il testo della citazione supera le 4 righe, si va capo, si lascia una riga bianca e si inserisce il testo in un corpo minore (non in corsivo e senza virgolette di sorta) rientrato di 0,5 cm. Si va quindi a capo e si ricomincia il testo. Il testo in corpo minore deve essere dotato di nota.
Tagli all’interno del testo vanno segnalati con la partentesi quadra e i tre puntini […]. Termini che nella citazione non concordino fra loro o errori di grammatica si lasciano come tali con l’indicazione [sic]. Termini scritti male o elementi della frase mancante o spiegazioni di termini poco comprensibili si possono inserire fra parentesi quadre (es.: bedduzzo [i.e. bello])

Es.
L’architettura di Pellegrin, del resto, non è mai un’invenzione arbitraria, ma la conformazione necessaria che acquista la materia quando deve svolgere un compito preciso. In questo senso, Pellegrin era profondamente organico, lontano anni luce dai formalismi intellettualistici che caratterizzano gli anni della sua attività.

L’ombra del costruito. Non so se è quello che senza saperlo ho cominciato senza scopo a disegnare. Credevo di vedere forme abitabili nello spazio; un modo di godere della terra-pianeta da adulti; il parziale distacco dalle mammelle.
Non disegnai più per anni – non volevo più pretendere, da sciocco, di pensare ancora da architetto in un tempo che sa vivere male, senza luogo.
Pochi anni fa ho ricominciato a disegnare, ancora senza saperlo, il prima del possibile progetto, il luogo dove il progetto potrebbe accadere.
Era un visualizzare un frammento della fisionomia dell’universo pensabile?
Era un verificare se l’alienità (l’ARTIFICIALE) prodotta dall’uomo proiettata nella disponibilità dello spazio è meno aliena?
Non ho chiesto.
So che la faccia dell’aborigeno australiano e la sagoma dello STEALH coabitano volentieri nella
mia mente.
Forse sono due fasi del PRIMORDIALE; primordiale A e B.
Quei disegni sulle pareti possono anche essere visti come due primordiali messi insieme […]
Il mestiere di COSTRUTTORE è la realtà prevalente da millenni.
L’architettura che non è prevalente, non è risultato di mestiere, è risultato di impulso, di intento.
Impulso che può affiorare spontaneamente, ma più spesso è impulso indotto da una forte richiesta appoggiata da forte potere, o da grande porzione di amore.
L’Architettura non è parente della necessità, è impulso dovuto ad ambizione superiore che si estende ben oltre il potenziamento dell’individualità, si estende a segnare la terra o a coagulare in spazio costruito le intenzionalità di una Società Umana[1].

Pellegrin è convinto che l’architettura debba contenere il consumo incondizionato delle risorse e del territorio che il moderno ha assecondato. […]



CORSIVO

Si usa solo per termini stranieri non consueti nel vocabolario italiano.
Per i termini a cui si vuole imprimere enfasi: usare le virgolette singole alte ‘ ’



NOTE

A piè pagina (non in fondo)
Il richiamo si pone in apice.
Il richiamo va posto prima del segno di interpunzione (tranne nelle citazioni).



INDICAZIONI ARCHIVISTICHE

Nome dell’archivio/biblioteca storica (tra parentesi sigla da utilizzare nei casi successivi di documenti citati da quell’archivio), fondo, busta, carte/pagina.

Es. 1 Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana di Roma (BANLC), CORS. 34G-15: Registro de’ Chirografi de’ i sommi Pontefici Innocenzo XII e Clemente XI a Mons.re Lorenzo Corsini Tesoriere Generale della R.C.A. ora Papa Clemente XII felicemente regnante dall’anno MDCXCVI al MDCCVII), I, cc. 234v-235r.

Es. 2 Archivio di Stato di Roma (ASR), Camerale I – Giustificazioni di tesoreria, b. 367, fasc. 9 cc. n. n., ad diem: Giustificazione del 1711.

Es. 3 Biblioteca Malatestiana di Cesena (BM), ms. 164.31: C.A. Andreini, Memorie di Cesena cavate da Monumenti Antichi dà me D. Carl’Antonio Andreini Cesenate, e compilate in Nove Parti. Parte Terza, 1777, pp. 16-17.

Es. 4 BANLC, CORS 32C-12: Raccolta di scritture concernenti le Acque e la Diversione de due Fiumi di Ravenna Ronco e Montone negli anni 1717 e 1718 – 1725 al 1744, cc. 67r-71r: relazione di Giovanni Antonio Zane sulla diversione dei fiumi Ronco e Montone.

Es. 5 Archivio Storico Capitolino (ASC), Ripartizione V – Ispettorato Edilizio, 17575/1929, catena 1386.



BIBLIOGRAFIA

Si fa riferimento alle indicazioni internazionali riportate nel Chicago Manual Style.
Nello specifico, sono state apposte alcune modifiche nell’ordine di consolidare un metodo funzionale per il sistema bilingue della rivista. A seguire le indicazioni di merito:

  •  Nelle note a piè pagina si applicano le Shorted notes (Cognome autore anno, pagina/e). Se in due note, l’una successiva all’altra, si cita lo stesso articolo ma in pagine diverse usare: Ivi, pp. Se in due note, l’una successiva all’altra, si cita lo stesso articolo nella stessa pagina usare: Ibidem.

-  Il cognome dell’autore non si pone né in Maiuscoletto né in grande ma il formato resta normale.
Es. 1 Benincampi 2020, p. 36.

-  Più testi vanno divisi dal punto e virgola e posti nell’ordine dal meno recente al più recente. Nel caso ce ne fosse uno principale e gli altri di compendio usare dopo il primo l’espressione “cfr.”
Es. 1 Benincampi 2016, p. 42; Benincampi 2020, p. 36.
Es. 2 Benincampi 2018; cfr. Benincampi 2019, pp. 177-179.

-  Articoli senza autore si riportano per lungo in nota, seguendo le indicazioni della  bibliografia. Non andranno riportati nuovamente nella bibliografia finale
Es. 1 “La scuola «Giovanni Cagliero» in Roma”, Bollettino salesiano, LXI, 38 (1937), p. 22.

  • Nella bibliografia finale si applica la full citation. Non bisogna quindi riportare il numero della pagina eventualmente citata nel testo ma il numero di pagine componenti l’articolo (nel caso di libri non si riportano mai le pagine). I TESTI VANNO INSERITI IN ORDINE ALFABETICO. In caso di più contributi dello stesso autore, si mettono in ordine di datazione dal meno recente al più recente.

-       Monografie: Autore, Titolo, luogo: editore, anno

Benincampi, I. Trasformazioni del porto di Fano nel XVIII secolo. Dalla «speranza della felicità» alla «consueta disgrazia di tutte quasi l’opere publiche», Roma: Ginevra Bentivoglio Editoria, 2018.

Benincampi, I. Senigallia durante la Restaurazione. Iniziative ed esiti dell’architettura pubblica «quante volte V. E. R.ma si degni convenirvi», Roma: Ginevra Bentivoglio Editoria, 2019.

-       Voci in Dizionari: Autore, “Titolo”, in Titolo della collana, luogo: editore, anno (volume), sub voce.

Benincampi, I. “Vaj, Andrea Benedetto”, in Dizionario Biografico degli italiani, Roma: Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, 2020 (v. 97),sub voce.

-       Contributi in opere collettive: Autore, “Titolo”, in Titolo volume, (eventuale numero volumi), ed. Nome Curatore, luogo: editore, anno, (eventuale numero del volume in numeri romani): pagine

Benincampi, I. “Giuseppe Boschi «sulla scorta degli autori più celebri che hanno scritto sopra l’architettura»”, in Giuseppe Boschi, «pittore ed architetto faentino», ed. I. Benincampi, Ginevra Bentivoglio Editoria, Roma 2020, pp. 31-59

Benincampi, “Est modus in rebus. The novelty of late baroque Romagna fishery architecture in papal trading system”, in Analysis, Conservation, and Restoration of Tangible and Intangible Cultural Heritage, 2 voll., ed. Inglese, A. Ippolito, Hershey, PA (USA): IGI Global, 2018 (2019): 23-50.

Benincampi, I. “Opere di «pubblica felicità» a Fano nel Settecento. Vanvitelli, Buonamici e la torre comunale”, in L’incostante provincia. Architettura e città nella Marca pontificia. 1450-1750, ed. M. Ricci, Milano: Officina Libraria, 2019: 177-194.



-       Contributi in Rivista: Autore, “Titolo”, Nome rivista, Annata (in numeri romani), numero fascicolo (Anno): pagine. Potrebbero mancare alcuni dati (annata o fascicolo). Se assenti, non li inserire. Per i giornali vale lo stesso principio, sostituendo ai dati complementari la data di uscita del giornale fra parentesi tonde.
 
Benincampi, I. “Una Provincia ‘alla moderna’ o quasi. Il rinnovamento settecentesco della chiesa di San Domenico di Ravenna”, Bollettino d’arte, CI, 32 (2016): 41-60.

Benincampi, I. “Uno scorcio sul governo papale attraverso la «pianta del Palazzo Apostolico, e Magistrale della Città di Fano»”, Nuovi Studi Fanesi, 30 (2018): 205-224.

Benincampi, I. “La chiesa del Suffragio di Ravenna. Da Francesco e Carlo Fontana alle opere di consolidamento di Camillo Morigia”, Studi e ricerche di Storia dell’architettura, III, 6 (2019): 56-73.

Benincampi, I., Gambuti, E. “«Comeche quest’Opera forma Epoca per l’Invenzione». I Bracci e il risarcimento del ponte «della Schieggia detto Botte d’Italia» nel primo Ottocento”, Materiali e Strutture, IX, 18 (2020): 109-124.

Calandra, R. “Nuova urbanistica per la nuova Messina”,Notiziario di Messina (18 dicembre 1946).

 
-       Contributi in Atti di Convegno: Autore, “Titolo”, Nome convegno, proceedings (eventuale numero volumi), ed. Nome Curatore, luogo: editore, anno (eventuale numero del volume in numeri romani): pagine

Benincampi, I. “Fra funzione e celebrazione: Pesaro e la «porta di Fano» di Giuseppe Missirini”, in CIRICE 2020. La città palinsesto. Tracce, sguardi e narrazioni sulla complessità dei contesti urbani storici, proceedings (2 voll.), ed. F. Capano, M. Visone, Napoli: Federico II University Press, 2021 (I): 625-632.

Benincampi, I. “Roman Baroque Models and Local Traditional Construction. The Sanctuary of St. Ignatius of Loyola and its dome”, in Actas del Décimo Congreso Nacional y Segundo Internacional Hispanoamericano de Historia de la Construcción, proceedings (3 voll.), Madrid: Istituto Juan De Herrera, 2017(I): 175-184.

Benincampi, I. “Per salvaguardare la memoria della città. Nicola Salvi e la cappella Bolognetti di Roma”, in 3rd ISUFITALY International Congress – Learning from Rome: historical cities and contemporary design, proceedings, ed. A.I. Del Monaco, P. Carlotti, Roma: U+D edition, 2018: 234-245.

Benincampi, I. “Architects and Institutions in the construction of the new city of Cervia”, in Building Knowledge, Constructing Histories,6th International Congress on Construction History, proceedings (2 voll.), ed. I. Wouters et alii, London: CRC Press, 2018 (I): 111-118.


-       Contributi on-line: Autore, “Titolo”, indirizzo internet (data di consultazione)

Benincampi, I. Il cardinale Niccolò Perrelli (1696-1772) burocrate esemplare della Camera Apostolica e committente per caso, Roma 2020”: https://www.giornaledistoria.net/ (2021/01/16).


Per i casi assenti, verificare le indicazioni riportate in:

https://www.chicagomanualofstyle.org/tools_citationguide/citation-guide-1.html



ULTERIORI RACCOMANDAZIONI

-      Eliminare le d eufoniche.
-      Doppi nomi di persona vanno scritti in bibliografia puntati e senza spazio:
Es. I. Benincampi, “South African Colonial Architecture and the case of Durban City Hall. An integration of different European architectural cultures”, in L'architettura delle città. The Journal of Scientific Society Ludovico Quaroni. UNESCO-Chair Series #4. Durban A Cogent African City, ed. A.I. Del Monaco, L. Jian, Y. Luckan, B. Tecle Misghina, Roma: Nuova Cultura, 2018: 47-56.

-      In caso di molteplici curatori o autori (più di tre), mettere solo il primo con la scritta “et alii”:
Es. I. Benincampi, “South African Colonial Architecture and the case of Durban City Hall. An integration of different European architectural cultures”, in L'architettura delle città. The Journal of Scientific Society Ludovico Quaroni. UNESCO-Chair Series #4. Durban. A Cogent African City, ed. A.I. Del Monaco et alii, Roma: Nuova Cultura, 2018: 47-56.

-     Anni: Ottocento, anni Sessanta, il Sessantotto, il XX secolo. Non scrivere mai, ad esempio, «anni ‘30» ma scogliere sempre in «anni Trenta».

-     Numeri: Scritti in lettere in contesti discorsivi (cifre tonde e di media lunghezza); in cifre nei testi a carattere scientifico e nei contesti in cui le cifre hanno particolare rilievo.

-      Sigle: Iniziali e alfanumeriche, maiuscolo senza puntini  
Es.GRA, SDO, NIA, SIT, STA, SRTO, ATM, ATAG, ATAC, ATER, FIAT, PRG.

-     Quando si cita un personaggio storico per la prima volta si inserisce la data di nascita e di morte.
Es. «L’architettura del tardo barocco è stata segnata da Carlo Fontana (1638-1714), il quale ha diretto per anni l’Accademia di San Luca».

-      Non si usano mai le sigle per indicare i nomi propri di persona.
Es. “Pier Paolo Pasolini” NON va mai citato nel testo come “PPP”.

-     Le sigle di istituzioni o enti vanno inserite la prima volta fra parentesi tonde dopo la identificazione per esteso del nome. Successivamente, si può citare solo la sigla.
Es. «L’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale di Roma (ATER) è stata una struttura burocratica fondamentale nella gestione e nello sviluppo urbanistico dell’Urbe. L’ATER ha infatti presieduto alla realizzazione di numerosi quartieri popolari».


VERSIONE INGLESE

  • PARAGRAFI: sono tutti rientrati, tranne l’infratesto.

  • CITAZIONI: tra virgolette basse; tutto il resto tra apici singoli.

  • ABBREVIAZIONI: Ibid. (anche al posto di ivi).

  • DATE: 19th century, 20th century.

  • SPELLING: Metre, centimetre, kilometre, centre






[1] Pellegrin 1992.