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Call For Papers



Panteon is an anachronistic venture: anachronistic is the content, anachronistic is the product, anachronistic is its use.

The protagonist is the architecture of the city of Rome, all built between 1911 and 1989 within the GRA, our contemporary city wall, whose analogies are arbitrary and questionable.

Panteon aims to be a platform for architectural debate using the city of Rome as a pretext, as an infinite warehouse from which to draw answers to a potentially infinite number of questions.

For each issue there is a call for papers published in the previous one, indicating the topic and the modalities of participation.

For each call for papers, the editorial board will choose up to four articles.




Panteon #7


The topic of the call is "DISCO ROME”


«La notte vola»* sopra i pini di Roma, e garage, parcheggi, capannoni industriali si tramutano in voluttuose architetture. La “Dolce Vita” romana era il fiume che da via Veneto – moderno pomerio – si dirigeva verso i locali della disco, scivolando su note sudate fino agli anni ’80: quando le forme del Postmoderno e della tendenza riverberavano di suoni al neon e di passi di danza. Le folle si sono accalcate, lo fanno tuttora, all’ingresso dei locali; in coda come una processione, verso notturni templi laici, in attesa del verbo, del vaticinio del DJ.
Indagare i luoghi della notte è quasi un compito da rabdomante, che ricerca forze ancestrali, sopite durante il giorno, che prendono vita tardi, alla sola luce di fari e pellicole colorate.
Panteon vuole raccogliere narrazioni inedite di questi luoghi della notte, di quel «Pensiero stupendo» che è «meglio non dire»**.

“Night flies”* on the pines of Rome, and garages, parkings, warehouses turn into voluptuous architectures. The Roman ‘Dolce Vita’ was a river flowing from via Veneto – as modern pomerium – heading discos and clubs, gliding on sweaty notes towards the ’80s: when Postmodern and the Tendenza forms were reverberated with neon sounds and dance steps.The crowds lined, and still do, in front of the clubs’ thresholds; queued up like a procession towards nocturnal secular temples, waiting for the words and prophecies of the DJ.

Investigating the places of the night is almost a diviner’s task, in search for ancestral forces, which remain dormant during the day and only come later back to life, in the bright of headlights and coloured films.

Panteon wants to collect unreleased views of these places of the night, of that “Pensiero Stupendo” which Patty Pravo sang was “better not to say”**.


*La notte vola, Lorella Cuccarini, 1989.
**Pensiero stupendo, Patty Pravo, 1978.






1.
Giovanna Cagliero, in «TUTTAMUSICA», 13, marzo 1965.

2.
Locandina del concerto dei Beatles al Teatro Adriano, 27-28 giugno 1965. Poster of The Beatles concert in Rome, at Teatro Adriano, June 27th-28th 1965.

3.
Romadinotte, singolo rap composto da Antonello Fassari nel 1984.

5.
L’attrice Sonia Romanoff colpisce con un gelato Rino Barillari, il “re dei paparazzi”, 1965. Actress Sonia Romanoff hits with an ice cream the photographer Rino Barillari, the ‘king of paparazzi’, 1965.6. Modern Mythology, serata DJ set allo Stadio dei Marmi, 30 giugno 2013. Modern Mythology at Stadio dei Marmi, DJ set night advertise, June 30th 2013.


8.
Locandina del film La notte diretto da Michelangelo Antonioni, 1961. Poster of La Notte directed by Michelangelo Antonioni, 1961.

4.
Disco Ruin – 40 anni di club culture italiana, film documentario sulla storia, l’ascesa e ildeclino delle discoteche e dei club in italia, diretto da Lisa Bosi e Francesca Zerbetto, 2020. Disco Ruin – 40 anni di club culture italiana, documentary film on history, rise and fall of discos and clubs in Italy, directed by Lisa Bosi and Francesca Zerbetto, 2020.


7.
Jep Gambardella (Toni Servillo) in un night club, poco prima di conoscere Ramona, in La grande bellezza diretto da Paolo Sorrentino, 2013. Jep Gambardella (Toni Servillo) in a Roman nightclub, just before meeting Ramona, in The Great Beauty directed by Paolo Sorrentino, 2013.






Panteon aims to be a platform for architectural debate using the city of Rome as a pretext, as an infinite warehouse to draw on answers to a potentially infinite number of questions.

For each issue there is a call for papers from which the editorial board will choose up to four articles.

Panteon is interested in the publication of articles that are consistent with the subject, and cover buildings erected within the GRA between 1911 and 1989.
The interpretation of the subject is free.
The building must be easy to be well photographed in most of its elements and parts (façades, courtyards, interiors).

Contributions will be selected on the basis of a 500-word abstract, in Italian and English, saved in .PDF format (Title_NameSurname.pdf), and including a short but significant selection of pictures and/or images. Files shall be sent to panteonmagazine@gmail.com specifying title, name, surname, and contacts in the text of the email and indicating as object Pasolini_title.
The deadline for the pre-selection is February 12th, 2023.
Papers selected will be communicated to each participant and on the official page www.panteonmagazine.com.
Articles shall not exceed 14,000 characters including spaces. They shall be saved and edited according to the regulations given.

Panteon has its own photographer and photo editor. Nonetheless, it is possible to send a selection of pictures. The board will take it into consideration and decide whether to use one or more pictures for the article. Credits for texts, drawings, and pictures will be aknowledged in the colophon of the magazine.




NORME REDAZIONALI rivista PANTEON

Panteon è una rivista a cadenza semestrale che pubblica articoli sulla città di Roma compresi entro l’arco temporale del Novecento (fino al 1989) e geograficamente compresi entro il Raccordo Anulare. Si tratta di articoli di critica di architettura che presuppongono ricerca scientifica e conoscenza dell’argomento di cui si prepara il contributo.



INDICAZIONI GENERALI

I testi vanno consegnati in formato MicrosoftWord (.doc, .docx).
Non si accettano pdf.
I contributi non devono superare le 14.000 battute (spazi inclusi, note incluse, bibliografia finale esclusa).
Le immagini sono foto scattate da un fotografo della redazione: non sono quindi da allegare al contributo.
Non si pubblicano disegni di nessun tipo o tabelle di alcun genere. È da consegnarsi, quindi, solo il testo.



CITAZIONI NEL TESTO

Si usano le virgolette «caporali». Se il testo della citazione supera le 4 righe, si va capo, si lascia una riga bianca e si inserisce il testo in un corpo minore (non in corsivo e senza virgolette di sorta) rientrato di 0,5 cm. Si va quindi a capo e si ricomincia il testo. Il testo in corpo minore deve essere dotato di nota.
Tagli all’interno del testo vanno segnalati con la partentesi quadra e i tre puntini […]. Termini che nella citazione non concordino fra loro o errori di grammatica si lasciano come tali con l’indicazione [sic]. Termini scritti male o elementi della frase mancante o spiegazioni di termini poco comprensibili si possono inserire fra parentesi quadre (es.: bedduzzo [i.e. bello])

Es.
L’architettura di Pellegrin, del resto, non è mai un’invenzione arbitraria, ma la conformazione necessaria che acquista la materia quando deve svolgere un compito preciso. In questo senso, Pellegrin era profondamente organico, lontano anni luce dai formalismi intellettualistici che caratterizzano gli anni della sua attività.

L’ombra del costruito. Non so se è quello che senza saperlo ho cominciato senza scopo a disegnare. Credevo di vedere forme abitabili nello spazio; un modo di godere della terra-pianeta da adulti; il parziale distacco dalle mammelle.
Non disegnai più per anni – non volevo più pretendere, da sciocco, di pensare ancora da architetto in un tempo che sa vivere male, senza luogo.
Pochi anni fa ho ricominciato a disegnare, ancora senza saperlo, il prima del possibile progetto, il luogo dove il progetto potrebbe accadere.
Era un visualizzare un frammento della fisionomia dell’universo pensabile?
Era un verificare se l’alienità (l’ARTIFICIALE) prodotta dall’uomo proiettata nella disponibilità dello spazio è meno aliena?
Non ho chiesto.
So che la faccia dell’aborigeno australiano e la sagoma dello STEALH coabitano volentieri nella
mia mente.
Forse sono due fasi del PRIMORDIALE; primordiale A e B.
Quei disegni sulle pareti possono anche essere visti come due primordiali messi insieme […]
Il mestiere di COSTRUTTORE è la realtà prevalente da millenni.
L’architettura che non è prevalente, non è risultato di mestiere, è risultato di impulso, di intento.
Impulso che può affiorare spontaneamente, ma più spesso è impulso indotto da una forte richiesta appoggiata da forte potere, o da grande porzione di amore.
L’Architettura non è parente della necessità, è impulso dovuto ad ambizione superiore che si estende ben oltre il potenziamento dell’individualità, si estende a segnare la terra o a coagulare in spazio costruito le intenzionalità di una Società Umana[1].

Pellegrin è convinto che l’architettura debba contenere il consumo incondizionato delle risorse e del territorio che il moderno ha assecondato. […]



CORSIVO

Si usa solo per termini stranieri non consueti nel vocabolario italiano.
Per i termini a cui si vuole imprimere enfasi: usare le virgolette singole alte ‘ ’



NOTE

A piè pagina (non in fondo)
Il richiamo si pone in apice.
Il richiamo va posto prima del segno di interpunzione (tranne nelle citazioni).



INDICAZIONI ARCHIVISTICHE

Nome dell’archivio/biblioteca storica (tra parentesi sigla da utilizzare nei casi successivi di documenti citati da quell’archivio), fondo, busta, carte/pagina.

Es. 1 Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana di Roma (BANLC), CORS. 34G-15: Registro de’ Chirografi de’ i sommi Pontefici Innocenzo XII e Clemente XI a Mons.re Lorenzo Corsini Tesoriere Generale della R.C.A. ora Papa Clemente XII felicemente regnante dall’anno MDCXCVI al MDCCVII), I, cc. 234v-235r.

Es. 2 Archivio di Stato di Roma (ASR), Camerale I – Giustificazioni di tesoreria, b. 367, fasc. 9 cc. n. n., ad diem: Giustificazione del 1711.

Es. 3 Biblioteca Malatestiana di Cesena (BM), ms. 164.31: C.A. Andreini, Memorie di Cesena cavate da Monumenti Antichi dà me D. Carl’Antonio Andreini Cesenate, e compilate in Nove Parti. Parte Terza, 1777, pp. 16-17.

Es. 4 BANLC, CORS 32C-12: Raccolta di scritture concernenti le Acque e la Diversione de due Fiumi di Ravenna Ronco e Montone negli anni 1717 e 1718 – 1725 al 1744, cc. 67r-71r: relazione di Giovanni Antonio Zane sulla diversione dei fiumi Ronco e Montone.

Es. 5 Archivio Storico Capitolino (ASC), Ripartizione V – Ispettorato Edilizio, 17575/1929, catena 1386.



BIBLIOGRAFIA

Si fa riferimento alle indicazioni internazionali riportate nel Chicago Manual Style.
Nello specifico, sono state apposte alcune modifiche nell’ordine di consolidare un metodo funzionale per il sistema bilingue della rivista. A seguire le indicazioni di merito:

  •  Nelle note a piè pagina si applicano le Shorted notes (Cognome autore anno, pagina/e). Se in due note, l’una successiva all’altra, si cita lo stesso articolo ma in pagine diverse usare: Ivi, pp. Se in due note, l’una successiva all’altra, si cita lo stesso articolo nella stessa pagina usare: Ibidem.

-  Il cognome dell’autore non si pone né in Maiuscoletto né in grande ma il formato resta normale.
Es. 1 Benincampi 2020, p. 36.

-  Più testi vanno divisi dal punto e virgola e posti nell’ordine dal meno recente al più recente. Nel caso ce ne fosse uno principale e gli altri di compendio usare dopo il primo l’espressione “cfr.”
Es. 1 Benincampi 2016, p. 42; Benincampi 2020, p. 36.
Es. 2 Benincampi 2018; cfr. Benincampi 2019, pp. 177-179.

-  Articoli senza autore si riportano per lungo in nota, seguendo le indicazioni della  bibliografia. Non andranno riportati nuovamente nella bibliografia finale
Es. 1 “La scuola «Giovanni Cagliero» in Roma”, Bollettino salesiano, LXI, 38 (1937), p. 22.

  • Nella bibliografia finale si applica la full citation. Non bisogna quindi riportare il numero della pagina eventualmente citata nel testo ma il numero di pagine componenti l’articolo (nel caso di libri non si riportano mai le pagine). I TESTI VANNO INSERITI IN ORDINE ALFABETICO. In caso di più contributi dello stesso autore, si mettono in ordine di datazione dal meno recente al più recente.

-       Monografie: Autore, Titolo, luogo: editore, anno

Benincampi, I. Trasformazioni del porto di Fano nel XVIII secolo. Dalla «speranza della felicità» alla «consueta disgrazia di tutte quasi l’opere publiche», Roma: Ginevra Bentivoglio Editoria, 2018.

Benincampi, I. Senigallia durante la Restaurazione. Iniziative ed esiti dell’architettura pubblica «quante volte V. E. R.ma si degni convenirvi», Roma: Ginevra Bentivoglio Editoria, 2019.

-       Voci in Dizionari: Autore, “Titolo”, in Titolo della collana, luogo: editore, anno (volume), sub voce.

Benincampi, I. “Vaj, Andrea Benedetto”, in Dizionario Biografico degli italiani, Roma: Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, 2020 (v. 97),sub voce.

-       Contributi in opere collettive: Autore, “Titolo”, in Titolo volume, (eventuale numero volumi), ed. Nome Curatore, luogo: editore, anno, (eventuale numero del volume in numeri romani): pagine

Benincampi, I. “Giuseppe Boschi «sulla scorta degli autori più celebri che hanno scritto sopra l’architettura»”, in Giuseppe Boschi, «pittore ed architetto faentino», ed. I. Benincampi, Ginevra Bentivoglio Editoria, Roma 2020, pp. 31-59

Benincampi, “Est modus in rebus. The novelty of late baroque Romagna fishery architecture in papal trading system”, in Analysis, Conservation, and Restoration of Tangible and Intangible Cultural Heritage, 2 voll., ed. Inglese, A. Ippolito, Hershey, PA (USA): IGI Global, 2018 (2019): 23-50.

Benincampi, I. “Opere di «pubblica felicità» a Fano nel Settecento. Vanvitelli, Buonamici e la torre comunale”, in L’incostante provincia. Architettura e città nella Marca pontificia. 1450-1750, ed. M. Ricci, Milano: Officina Libraria, 2019: 177-194.



-       Contributi in Rivista: Autore, “Titolo”, Nome rivista, Annata (in numeri romani), numero fascicolo (Anno): pagine. Potrebbero mancare alcuni dati (annata o fascicolo). Se assenti, non li inserire. Per i giornali vale lo stesso principio, sostituendo ai dati complementari la data di uscita del giornale fra parentesi tonde.
 
Benincampi, I. “Una Provincia ‘alla moderna’ o quasi. Il rinnovamento settecentesco della chiesa di San Domenico di Ravenna”, Bollettino d’arte, CI, 32 (2016): 41-60.

Benincampi, I. “Uno scorcio sul governo papale attraverso la «pianta del Palazzo Apostolico, e Magistrale della Città di Fano»”, Nuovi Studi Fanesi, 30 (2018): 205-224.

Benincampi, I. “La chiesa del Suffragio di Ravenna. Da Francesco e Carlo Fontana alle opere di consolidamento di Camillo Morigia”, Studi e ricerche di Storia dell’architettura, III, 6 (2019): 56-73.

Benincampi, I., Gambuti, E. “«Comeche quest’Opera forma Epoca per l’Invenzione». I Bracci e il risarcimento del ponte «della Schieggia detto Botte d’Italia» nel primo Ottocento”, Materiali e Strutture, IX, 18 (2020): 109-124.

Calandra, R. “Nuova urbanistica per la nuova Messina”,Notiziario di Messina (18 dicembre 1946).

 
-       Contributi in Atti di Convegno: Autore, “Titolo”, Nome convegno, proceedings (eventuale numero volumi), ed. Nome Curatore, luogo: editore, anno (eventuale numero del volume in numeri romani): pagine

Benincampi, I. “Fra funzione e celebrazione: Pesaro e la «porta di Fano» di Giuseppe Missirini”, in CIRICE 2020. La città palinsesto. Tracce, sguardi e narrazioni sulla complessità dei contesti urbani storici, proceedings (2 voll.), ed. F. Capano, M. Visone, Napoli: Federico II University Press, 2021 (I): 625-632.

Benincampi, I. “Roman Baroque Models and Local Traditional Construction. The Sanctuary of St. Ignatius of Loyola and its dome”, in Actas del Décimo Congreso Nacional y Segundo Internacional Hispanoamericano de Historia de la Construcción, proceedings (3 voll.), Madrid: Istituto Juan De Herrera, 2017(I): 175-184.

Benincampi, I. “Per salvaguardare la memoria della città. Nicola Salvi e la cappella Bolognetti di Roma”, in 3rd ISUFITALY International Congress – Learning from Rome: historical cities and contemporary design, proceedings, ed. A.I. Del Monaco, P. Carlotti, Roma: U+D edition, 2018: 234-245.

Benincampi, I. “Architects and Institutions in the construction of the new city of Cervia”, in Building Knowledge, Constructing Histories,6th International Congress on Construction History, proceedings (2 voll.), ed. I. Wouters et alii, London: CRC Press, 2018 (I): 111-118.


-       Contributi on-line: Autore, “Titolo”, indirizzo internet (data di consultazione)

Benincampi, I. Il cardinale Niccolò Perrelli (1696-1772) burocrate esemplare della Camera Apostolica e committente per caso, Roma 2020”: https://www.giornaledistoria.net/ (2021/01/16).


Per i casi assenti, verificare le indicazioni riportate in:

https://www.chicagomanualofstyle.org/tools_citationguide/citation-guide-1.html



ULTERIORI RACCOMANDAZIONI

-      Eliminare le d eufoniche.
-      Doppi nomi di persona vanno scritti in bibliografia puntati e senza spazio:
Es. I. Benincampi, “South African Colonial Architecture and the case of Durban City Hall. An integration of different European architectural cultures”, in L'architettura delle città. The Journal of Scientific Society Ludovico Quaroni. UNESCO-Chair Series #4. Durban A Cogent African City, ed. A.I. Del Monaco, L. Jian, Y. Luckan, B. Tecle Misghina, Roma: Nuova Cultura, 2018: 47-56.

-      In caso di molteplici curatori o autori (più di tre), mettere solo il primo con la scritta “et alii”:
Es. I. Benincampi, “South African Colonial Architecture and the case of Durban City Hall. An integration of different European architectural cultures”, in L'architettura delle città. The Journal of Scientific Society Ludovico Quaroni. UNESCO-Chair Series #4. Durban. A Cogent African City, ed. A.I. Del Monaco et alii, Roma: Nuova Cultura, 2018: 47-56.

-     Anni: Ottocento, anni Sessanta, il Sessantotto, il XX secolo. Non scrivere mai, ad esempio, «anni ‘30» ma scogliere sempre in «anni Trenta».

-     Numeri: Scritti in lettere in contesti discorsivi (cifre tonde e di media lunghezza); in cifre nei testi a carattere scientifico e nei contesti in cui le cifre hanno particolare rilievo.

-      Sigle: Iniziali e alfanumeriche, maiuscolo senza puntini  
Es.GRA, SDO, NIA, SIT, STA, SRTO, ATM, ATAG, ATAC, ATER, FIAT, PRG.

-     Quando si cita un personaggio storico per la prima volta si inserisce la data di nascita e di morte.
Es. «L’architettura del tardo barocco è stata segnata da Carlo Fontana (1638-1714), il quale ha diretto per anni l’Accademia di San Luca».

-      Non si usano mai le sigle per indicare i nomi propri di persona.
Es. “Pier Paolo Pasolini” NON va mai citato nel testo come “PPP”.

-     Le sigle di istituzioni o enti vanno inserite la prima volta fra parentesi tonde dopo la identificazione per esteso del nome. Successivamente, si può citare solo la sigla.
Es. «L’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale di Roma (ATER) è stata una struttura burocratica fondamentale nella gestione e nello sviluppo urbanistico dell’Urbe. L’ATER ha infatti presieduto alla realizzazione di numerosi quartieri popolari».


VERSIONE INGLESE

  • PARAGRAFI: sono tutti rientrati, tranne l’infratesto.

  • CITAZIONI: tra virgolette basse; tutto il resto tra apici singoli.

  • ABBREVIAZIONI: Ibid. (anche al posto di ivi).

  • DATE: 19th century, 20th century.

  • SPELLING: Metre, centimetre, kilometre, centre






[1] Pellegrin 1992.